Omelia Pentecoste 28 maggio 2023

28-05-2023

Omelia Pentecoste 28 maggio 2023

Carissimi fratelli e sorelle, cari sacerdoti concelebranti, cari ministranti. Specialmente un saluto a voi, carissimi giovani e ragazzi battezzati, che in questa celebrazione dell’Eucaristia riceverete nel sacramento della Confermazione la pienezza dello Spirito Santo, proprio in questa solennità di Pentecoste. In quest’anno sinodale si è voluto offrire e sperimentare un segno fortemente eloquente: nell’iniziazione cristiana sottolineare la presenza di ministro originario e ordinario del Vescovo nella cattedrale, centro di irradiazione della vita fedele, liturgica sacramentale e comunitaria di tutta l’arcidiocesi, per cui i confermandi verranno qui a turno, dopo la preparazione  catechistica  e spirituale che hanno svolto nel sinodo catechetico in parrocchia e in famiglia, con l’aiuto dei catechisti, dei genitori, dei padrini di battesimo e dei padrini scelti per la Cresima, che saluto qui presenti. È un segno da verificare meglio e da approfondire a livello pastorale per i prossimi anni. E’ un pellegrinaggio alla cattedra del vescovo e alla cittadina episcopale, ai santi martiri la cui memoria e le sacre reliquie sono qui custodite, è una visita alla basilica di Maria SS.  nella sua assunzione al Figlio suo risorto, asceso al cielo, cioè alla gloria del Padre, nella sua gloriosa divinità e nella sua santa umanità.

Dio ci ha convocati nello Spirito Santo per effondere anche su questi giovani ragazzi il suo Spirito, per farli diventare in pienezza i suoi profeti, capaci di vederlo e di annunciarlo, leggiamo nel profeta Gioele. In che modo profeti anche loro? Perché il Signore fa prodigi nel cielo e sulla terra e dona la forza anche ai giovani cristiani di amarlo, di ascoltarlo, di obbedirgli e di testimoniarlo. La storia della Chiesa è ricca di giovani martiri e confessori della fede fin dalla loro più tenera età, basti ricordare in questa cattedrale i giovani martire Laviero e Mariano, qui venerati e ammirati per la profezia cristiana che seminarono in una vasta zona della Lucania dell’impero romano, fino anche a donare il loro sangue per amore di Cristo, senza dimenticare il martirio episcopale di S. Canio, nostro celeste patrono.

Si tratta anche oggi, e più che mai, che i nostri giovani diventino sempre più gli amici di Cristo e lui per primo loro amico, in un affetto e fedeltà che li rendano gioiosi e coraggiosi, sia nelle circostanze della vita quotidiana, sia nella Chiesa come membri attivi e missionari. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra, a rinnovare i nostri cuori e la vita di questi nostri giovani fratelli e sorelle. Non nascondiamo che per loro e per noi è sempre presente un gemito interiore e una sofferenza dolorosa, eppure come ci dice S. Paolo, abbiamo già nel battesimo le primizie dello Spirito, cioè la gloria di Cristo risorto e l’amore del Padre: noi possediamo il dono della perseveranza e l’auto dello Spirito Santo che viene in aiuto alla nostra debolezza. Il Signore scruta i nostri cuori, cari fratelli, cari confermandi, care famiglie, conosce ciò che lo Spirito Santo desidera per noi, cioè diventare santi secondo i disegni di Dio, ci dice ancora l’apostolo Paolo, di cui abbiamo ascoltato.

Carissimi ragazzi e giovani, avete confessato i peccati a Cristo tramite il sacerdote, avete ripreso il cammino battesimale, molte volte avete partecipato alla mensa eucaristica, avete pregate personalmente o in comunità tante volte, avete visitato Cristo nei poveri e nei bisognosi, adesso con l’imposizione delle mani e il crisma sulla fronte ricevete il sigillo dello Spirito Santo, per vivere sempre di più da santi conne siete e siamo nati tutti nell’acqua del Battesimo e nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Miei cari giovani figli, senza Gesù cadiamo nella tristezza, senza lo Spirito Santo non abbiamo la vera gioia. Molte sono le tentazioni e le insidie, anche con l’azione malefica del Diavolo, ma per avere salvezza e pace dobbiamo dissetarci a Gesù che, nel Vangelo, ci grida: “Se qualcuno ha sete, venga a me e beva chi crede in me”. Come è gioioso sapere che Gesù è la risposta al nostro desiderio, nell’arsura del cuore e nell’aridità che ci circonda. E’ bello sapere che, se ci poniamo nel suo abbraccio, dal suo cuore troveremo il ristoro, perché dal suo cuore sgorga l’acqua viva dello Spirito Santo.

Questa è la confermazione o cresima: farsi abbracciare da Cristo risorto e vivo per dissetarci al suo grembo, l’amico fidato, colui che offre sé stesso per la nostra gioia. Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi il cuore dei tuoi fedeli e accendi in noi il fuoco del tuo amore. Maria, madre nostra e di questi cari giovani, prega, prega, affinché scenda su di noi in pienezza e sempre il santo Spirito Paracleto.

Dopo l’ascensione al cielo del Signore Gesù Cristo, riuniti nel cenacolo di Gerusalemme, tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono parlare in altre lingue nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi, così si ascolta dagli Atti degli Apostoli. Cari ragazzi e giovani, siete qui proprio per questo, per essere colmati dallo Spirito Santo: spesso vediamo il vuoto in noi stessi e nell’ambiente circostante, il vuoto delle vane promesse e delle false lusinghe, offerte da persone senza scrupoli, che vi vogliono asservire e sfruttare. Oggi il dono dello Spirito Santo colma totalmente questa insoddisfazione interiore e arricchisce totalmente la vostra personalità umana e cristiana. Cari giovani cresimandi, lo Spirito Santo nel battesimo e nella cresima vi dona la forza di parlare nuove lingue, cioè la lingua della fede e dell’amore, della pace e della speranza. Spesso il mondo dei grandi non ascolta il vostro messaggio, la vostra esperienza, il vostro rifiuto del male. Lo Spirito Santo vi dona di parlare, il potere di esprimervi, non nella superficialità, ma nella certezza della verità, pur nel cammino che vi attende secondo la vostra crescita ed età.

La Sacra Scrittura di questa celebrazione dice che lo Spirito Santo viene all’improvviso: noi lo dobbiamo invocare, come Maria e gli Apostoli riuniti nel cenacolo, ma lui arriva all’improvviso perché è libero e potente. Non pensiate che con il cammino che nelle parrocchie avete fatto sia già concluso e dopo la cresima tutto è fatto e poi potete man mano allontanarvi e dimenticare, non deve accadere perché ancora c’è tanto da comprendere, amare, seguire, convertirsi, dietro a Gesù. Non fate l’errore, oggi diffuso, che dopo la cresima potete andar via: questa è una grande sofferenza per tutta la Chiesa, perdere molti giovani dal sinodo continuo della sua vita di grazia. Continuate invece il cammino, senza stancarvi, con l’aiuto dei genitori e dei padrini e delle madrine, degli altri familiari onesti e devoti, dei sacerdoti e delle persone che veramente vogliono il vostro bene. Ma ricordate sempre che se anche noi ci dimenticassimo di lui, egli per il suo grande amore viene anche all’improvviso, quando meno ce l’aspettiamo: un incontro, un momento, un raggio, una parola, una luce. Dio non ci lascia e trova sempre l’opportunità per visitarci, amarci e salvarci.

Uscirono Maria, Pietro e tutti gli altri e annunciarono la risurrezione di Cristo a una folla numerosa, venuta a Gerusalemme per la festa ebraica di Pentecoste. Si stupivano tutti: sì, ragazzi e giovani, siete venuti a ricevere il Corpo di Cristo e la fiamma dello Spirito per stupire coloro che vi parlano e vi incontrano, perché devono vedere in voi nuove creature, con il buon profumo di Cristo, perché sotto l’azione dello Spirito possiate dire a tutti “Gesù è il Signore” e avere i suoi carismi per amare totalmente Dio e il prossimo, come attesta ancora l’Apostolo. Come Gesù Cristo, ferito d’amore alle mani e al cuore per amore nostro, che apparve in mezzo agli Apostoli donando la pace e inviando i suoi discepoli che, ricevuto il soffio del suo Spirito, furono mandati nel mondo per il perdono dei peccati.

Cari fratelli e sorelle, adolescenti e giovani, dai! Accogliete con fede questo soffio di vita piena, gentile e dolce, che è lo Spirito Santo, come lo accolse la giovane Maria di Nazaret, su cui scese lo Spirito Santo e fu adombrata dalla potenza dell’Altissimo, per l’incarnazione e nascita del suo Figlio.

O Spirito Santo, o luce beatissimo invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli, adesso l’invasione della tua dolcezza nel cuore di questi giovani fedeli battezzati: io vescovo e i sacerdoti qui con me ti imploriamo, dona a questi nostri figli, che solo in te confidano, i tuoi santi doni. Vieni, vieni Spirito Santo.