Laurenzana celebra il Beato Egidio nel giorno del suo transito. In comunione con Assisi, si apre l’Anno Giubilare francescano
Come ogni anno, il 10 gennaio la comunità di Laurenzana ha ricordato il Beato Egidio, frate francescano vissuto tra il XV e il XVI secolo, con la celebrazione della Santa Messa nel giorno del suo transito. Quest’anno, la ricorrenza (casualmente) si è svolta in concomitanza con l’apertura solenne dell’Anno Giubilare francescano ad Assisi, indetto da Papa Leone XIV in occasione dell’ottavo centenario del transito di San Francesco.
A presiedere la Celebrazione Eucaristica nella Chiesa Madre di Laurenzana è stato S.E. Mons. Benoni Ambăruş, Arcivescovo di Matera-Irsina-Tricarico. Hanno concelebrato S.E. Mons. Francesco Sirufo, Arcivescovo della Diocesi di Acerenza, i sacerdoti della Vicaria della Camastra — invitati dal parroco di Laurenzana, don Francesco Paolo Nardone — insieme ai frati francescani e ai postulanti del convento di S. Maria del Sepolcro di Potenza.
Nell’omelia, Mons. Ambăruş ha offerto una riflessione intensa e attuale:
«Oggi, a causa delle prospettive minacciose che ci circondano – tra scenari di guerra, tensioni globali e forme sempre più diffuse di bullismo internazionale — viviamo con uno sguardo impaurito sul futuro. Ci preoccupiamo a tal punto da restare bloccati. Non solo per i grandi fatti lontani ma anche per quelli piccoli, vicini: le difficoltà delle nostre comunità, delle nostre famiglie. Tutto questo finisce per appiattirci, per immobilizzarci.Nel Vangelo di oggi, Gesù ci rivolge parole luminose: “Non temere, piccolo gregge”. Egli vide lo smarrimento negli occhi degli apostoli, e ancora oggi lo vede negli occhi di ciascuno di noi. “Non temere, piccola comunità”: non importa quanti siete, molti o pochi, il Signore vi ha dato il Regno.E allora, accogliamo l’invito a gustare l’oggi, perché già oggi il Signore è in mezzo a noi. Vivere l’oggi di Dio, riconoscerlo presente nella nostra storia, è la via per non lasciarci schiacciare da preoccupazioni troppo umane, vuote e svuotanti.»
Proseguendo nella sua riflessione, l’Arcivescovo ha sottolineato il valore evangelico della piccolezza:
«“Piccolo gregge” — dice Gesù — e “piccolo” non significa insignificante, ma semplice, nascosto, umile, evangelico. È come un piccolo seme, a cui il Padre ha voluto donare il Regno.Anche il Beato Egidio fu piccolo e umile, e proprio per questo ci parla ancora oggi: ci invita all’essenzialità, a liberarci dall’ossessione dell’“io”, del successo, delle cose terrene, per riscoprire la vera felicità nel sapere che siamo figli del Regno.Il Beato ci insegna la semplicità, ci ricorda che non dobbiamo lasciarci schiacciare dalle preoccupazioni, ma imparare a vivere delle cose piccole, dell’essenziale della vita. Perché è lì, proprio lì, che abita Cristo.»
La celebrazione si è conclusa con la preghiera comunitaria davanti l’altare che custodisce il corpo incorrotto del Beato. In comunione con Assisi, Laurenzana si unisce così al cammino dell’Anno Giubilare francescano.


