Acerenza, 30 settembre — Nella penombra della cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta e a San Canio, questa sera è accaduto ciò che i fedeli raccontano da secoli: il miracoloso bastone del Santo si è nuovamente mosso riaccendendo l’antico mistero che da secoli accompagna la storia della Cattedrale acheruntina.
A segnalarlo è stato il parroco, don Domenico Baccelliere, che, durante le operazioni di chiusura della chiesa, ha notato qualcosa di insolito.
Mentre percorreva il deambulatorio per spegnere le luci, il sacerdote si è fermato in preghiera davanti alla cappella del Santo. In quel momento ha osservato il bastone — custodito dietro una feritoia protetta da un vetro forato — in una posizione diversa dal solito. È tornato due volte a controllare, constatando che il bacolo si era avvicinato alla fessura, in modo non spiegabile con cause naturali, dopo un lungo periodo in cui era rimasto in fondo all’abitacolo.
Il bacolo, lungo circa un metro e mezzo poggia da sempre su un piano irregolare e ruvido, una posizione che farebbe pensare a un oggetto incastrato, immobile.
E invece, secondo le testimonianze raccolte nel tempo, il bastone ha movimenti spontanei che lo portano ad avvicinarsi alla fessura e ad allontanarsi da essa, per cui a volte è vicino all’apertura ed è toccabile con le dita, altre, invece, è a metà o in fondo all’abitacolo ed in esso sosta in vari punti per tempi non definiti.
Un prodigio che affonda le radici nella storia
Non è la prima volta che il bastone di San Canio stupisce i fedeli.
Nel maggio del 1779 il notaio Francesco Paolo Saluzzi documentò un episodio clamoroso e precisamente nella notte fra il 30 e il 31, dopo aver aperto lo sportellino posto a protezione del luogo nel quale era custodito il sacro bastone, al lume di una candela si poté osservare la venerata reliquia sospesa a mezz’aria.
La notizia dell’evento prodigioso si diffuse rapidamente facendo riversare in chiesa una moltitudine di gente che, dopo circa un’ora e un quarto, altrettanto miracolosamente, lo vide calare verso il basso e ciò anche alla presenza di un prelato materano che si trovava al seguito di mons. Francesco Zunica, arcivescovo di Acerenza e Matera. L’ultima “testimonianza” circa la levitazione del bastone è molto recente così come i vari movimenti del bacolo, nota quella risalente al 2015. Il fenomeno dello spostamento del bacolo nella sua dimora è spesso stato collegato a eventi particolari, come la nomina di arcivescovi dopo un tempo di sede vacante o altre situazioni rilevanti per la comunità.
La “manna” di San Canio, l’altro mistero
Il bastone non è l’unico prodigio legato al Santo africano, martire del III secolo e patrono di Acerenza. Per lunghi periodi, dalla cavità dietro il suo sarcofago fuoriusciva la cosiddetta manna, un liquido ritenuto curativo. Ogni 25 maggio i fedeli vi intingevano fazzoletti e stoffe, considerandolo un dono dal cielo.
Una tradizione che continua
Acerenza, uno dei borghi più belli d’Italia, conserva questi prodigi come parte viva della propria identità. E oggi, davanti a un nuovo movimento del bastone, la comunità si ritrova ancora una volta sospesa tra devozione e stupore, nella consapevolezza che la protezione divina interviene sempre quando la si invoca con fede.
Un prodigio che continua a parlare al cuore di tanti fedeli.
Acerenza 01/10/2026 Ufficio Comunicazioni Sociali Arcidiocesi di Acerenza
Comunicato del vescovo mons. Francesco Sirufo:
Dal 30 settembre u.s., dopo alcuni anni, salvo rare testimonianze singole, si è rinnovato il fenomeno del movimento del bacolo o bastone pastorale di S.Canio, che dal fondo dell’abitacolo, sotto l’altare a lui dedicato, si è avvicinato inspiegabilmente all’apertura di osservazione, chiusa negli ultimi anni permanentemente da una porticina vitrea e sempre vigilata.
Il fenomeno è avvenuto in vari momenti nei secoli e nei decenni , anche registrato con atti notarili e testimoni, in riferimento al movimento spontaneo ritenuto prodigioso. Il movimento, attualmente in corso, è osservato in preghiera da tanti devoti. Sarà redatto un verbale giurato e autenticato dall’autorità ecclesiastica diocesana, per fugare eventuali sospetti di manomissioni, allo stato attuale comunque ragionevolmente escluse. Il Signore è il.mio Pastore…. il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza (Salmo 22).

