VENTO E FUOCO
Carissimi,
scrivo questo editoriale per il nuovo numero del nostro Orme di Speranza a qualche giorno di distanza dalla
celebrazione diocesana della Veglia di Pentecoste celebrata nella nostra Basilica Cattedrale sabato 10 maggio u.s.
E’ stato un momento ecclesiale di forte intensità, reso ancora più bello e più significativo dalla suggestione dei segni
che hanno creato nella numerosa assemblea un clima di stupore e di gioia nella consapevolezza che la Chiesa senza il dono,
la presenza e la forza dello Spirito Santo non può raggiungere i “confini del mondo” per annunciare il Vangelo.
Vi confido che spesse volte mi accade, come credente e come vescovo, di riflettere sulla presenza della Chiesa nelle
vicende della storia che oggi stiamo vivendo e non vi nascondo, pur nel mio irriducibile ottimismo, che qualche motivo
di preoccupazione per il presente e per il futuro non mi è estraneo.
La visione cristiana dell’umanità, della vita, della famiglia, della politica, della comunicazione e delle relazioni
interpersonali sembra non interessare più di tanto e di fatto non trova sempre quel consenso e quella considerazione che pur meriterebbe.
La domanda è d’obbligo, così come la risposta: perché?
Qualche anno fa i vescovi italiani nel documento Il volto missionario della Chiesa in un mondo che cambia scrivevano della
necessità per le comunità ecclesiali di saper intercettare i mutamenti in atto nella società e di avere il coraggio di …..
prendere le contromisure per rispondere ai cambiamenti con strategie pastorali adeguate ad una evangelizzazione che fosse all’altezza dei tempi.
Chiedo a me e a voi, carissimi amici, se questa Chiesa, universale e locale, che amiamo e per la quale in modi e tempi diversi
ci stiamo impegnando, è una Chiesa disponibile a liberarsi da ingombranti zavorre per affidarsi unicamente al VENTO e a lasciarsi
attraversare dal FUOCO per far divampare la speranza.
E’ in questa prospettiva che siamo chiamati a leggere gli eventi e le vicende del mondo e della chiesa e che le pagine che vi
apprestate a sfogliare cercano di raccontare e di interpretare.
Voglio segnalarne alcune che mi sembrano particolarmente degne di attenzione.
Ancora una volta abbiamo vissuto in Diocesi, a Pietrapertosa, il 15 marzo u.s. una straordinaria e splendida Giornata Diocesana
della Gioventù (e i ragazzi e le ragazze di Pietra…… sono stati semplicemente meravigliosi per come hanno saputo organizzare
e accogliere). Sono certo che questi nostri giovani, sulle ali dello Spirito, sapranno essere buoni testimoni del Vangelo.
Anche l’evento ecclesiale dei 100 e 40anni dell’Azione Cattolica Italiana (culminato a Roma domenica 4 maggio) vede rinascere
la speranza di una ripresa e di un rilancio della medesima nelle nostre comunità parrocchiali: una risorsa bella e serena per
un laicato impegnato nella formazione e generoso nel servizio ecclesiale.
In ultimo lo scenario politico come è emerso dopo le elezioni del 13 aprile.
Tante le speranze e le attese, soprattutto per la nostra Basilicata, perché molti sono i problemi e non facili e immediate le risposte.
Ma la Chiesa di Basilicata, con la parola, l’esempio e l’impegno dei vescovi, dei presbiteri e dei laici, potrà offrire alle
istituzioni politiche, regionali, provinciali e locali, un valido contributo per il progresso sociale delle nostre comunità
nell’orizzonte di scelte che favoriscano il bene di tutti, soprattutto dei più deboli e dei più poveri.
Vi abbraccio e vi benedico.
Acerenza, 13 maggio 2008
Dedicazione della Basilica Cattedrale
+ Vostro don Giovanni
Arcivescovo