Carissimi,
sono solito, come già avete potuto notare, darvi il mio BENVENUTI all’inizio di ogni celebrazione liturgica che ci
vede convocati in questa nostra splendida cattedrale, ma questa liturgia di veglia della Risurrezione del Signore ha
creato già in mezzo a noi un clima di particolare fascino e suggestione.
Sì, amici e fratelli, consentitemi di porgerlo quel saluto con una forza davvero esplosiva perché questa è una notte
fantastica! Questa è una notte che ‘non è più notte dal momento in cui l’accendersi di un fuoco alla porta della chiesa
e la fiamma del Cero Pasquale, unitamente alle candele accese che avete tra le mani, hanno messo in fuga l’oscurità e
le tenebre e hanno riempito i nostri occhi di luce.
Se per un momento pensiamo alle mille e mille luci che, contemporaneamente, in tutte le chiese cattoliche si sono accese
c’è da rimanerne abbagliati. Torna alla mia memoria visiva una sequenza di un film che ai più giovani, ma non escludo che
lo abbiano visto anche gli adulti, è rimasta sicuramente impressa. Mi riferisco al Signore degli Anelli
(questo il titolo del film) e in particolare al momento in cui, in una situazione drammatica della narrazione,
quando tutto sembra essere perduto, da una torre del castello si accende una fiamma che è come un segnale per
altre torri lontane l’una dall’altra e alla visione di questi fuochi uno dei protagonisti esclama: DIVAMPA LA SPERANZA!!!
Sì, fratelli e sorelle, anche per noi oggi il Cristo Risorto ha inondato con la sua LUCE, cioè con la sua parola e
con la sua presenza, le tenebre e l’oscurità della storia di questa nostra umanità avanzando LUI per primo sì da aprire
la strada alla speranza.
E l’evento della Risurrezione che stiamo contemplando e celebrando ci aiuta a comprendere quelle parole del libro della
Genesi: “SIA LA LUCE! E LA LUCE FU.”(Gen 1,3). Perché da quel sepolcro vuoto, con la gigantesca pietra ribaltata, la luce
della vera vita continua a invadere il mondo ed è inarrestabile nel suo diffondersi. E’ travolgente e non si spegnerà
mai più.
Il racconto evangelico della risurrezione del Signore, così come ce lo ha tramandato l’apostolo S. Matteo, vede
protagoniste e prime testimoni dell’incredibile evento due donne accomunate dallo stesso nome che con i loro occhi
sbalorditi vedono la tomba vuota e ascoltano le parole di un angelo del Signore in un misto di paura, di stupore e,
infine di gioia. Non resta loro che correre per dare l’annunzio ai discepoli.
Non è coinvolgente tutto questo? Auguro a me e a ciascuno di voi di immedesimarci nell’atteggiamento e nella decisione
delle due donne del vangelo. Il Signore ha bisogno di noi e, liberandoci da incertezze e indecisioni, metterà nel nostro
cuore e nella nostra mente la forza di essere anche noi testimoni e annunciatori della Sua Risurrezione.
C’è un vento impetuoso questa notte e tornano in mente le parole del racconto della liberazione del popolo di Israele
dalla schiavitù egiziana con i fuggitivi davanti al mare che sbarra loro la via di fuga: “Allora Mosè stese la mano sul mare.
E il Signore durante la notte, risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero.”
(Es 14,21)
Nessuna paura, amici e fratelli miei: con la fiducia e con la certezza che il Signore cammina davanti a noi, nuovo Mosè
del nuovo popolo di Dio che è la Chiesa, nessuna strada sarà senza uscita e lo Spirito di Dio che ha risuscitato Gesù
Cristo dai morti aprirà davanti a noi varchi di coraggio e di ottimismo.
Siam tornati a cantare, dopo il lungo periodo quaresimale, l’ALLELUJA della gioia e della lode al Signore, per dire con
l’apostolo Paolo, così come abbiamo ascoltato nella seconda lettura, che “Cristo risuscitato dai morti non muore più….”
e che Egli “…..vive per Dio” e “dunque anche voi …….viventi per Dio”.(Rm 6, 8-11)
Ma dove attingere questa vita nuova, come risalire anche noi dalla morte alla vita, dalle tenebre alla luce?
Tra qualche istante in questa nostra cattedrale una ragazza di 12 anni e tre neonati riceveranno il Santo Battesimo
e subito, ne sono sicuro, permettetemi il volo della fantasia, ci è parso di udire come il rumore assordante di una
cascata di acqua che vuole travolgerci non per farci del male ma per farci rivivere. In un primo momento le acque
ci ricopriranno ma come per un miracolo noi da quelle acque impetuose saremo trascinati verso acque tranquille
e sponde sicure.
Fuori di metafora: questa è la notte in cui il popolo dei battezzati ricorderà a sé stesso che non esiste vita cristiana
che non sia prima sepoltura con Cristo, poi morte con Lui e, infine, risurrezione con LUI!
Per la festa di Pasqua abbiamo cercato di curare molto il nostro aspetto esteriore e, forse cedendo benevolmente con un
po’ di autocompiacimento alla vanità, indosseremo vestiti nuovi.
Spiritualmente deve accadere la stessa cosa: sbarazziamoci del nostro ‘uomo vecchi’, rivestiamoci di comportamenti e di
atteggiamenti che ci ringiovaniscano, diffondiamo intorno a noi il ‘profumo’ di Cristo, aiutiamoci gli uni gli altri
a percorrere la strada dell’amore.
Coraggio, fratelli e sorelle, perché su quella strada non siamo soli. LUI, il Risorto, si affianca in quel cammino come
straordinario compagno di viaggio e quando, dopo averLo ascoltato, sentiremo la gioia di dirGLI : “Signore non andartene,
resta con noi”, state certi che Egli accetterà il nostro invito e si fermerà a mangiare qualcosa con noi.
E nella continuazione di questa Eucarestia ci accorgeremo ancora una volta che Lui stesso spezzerà il pane per noi e
ci darà un bicchiere di vino.
E ancora una volta sarà Pasqua per noi! AMEN E AUGURI!
CRISTO E’ RISORTO! EGLI E’ VERAMENTE RISORTO!
Acerenza, Basilica Cattedrale, 23 marzo 2008
+ Giovanni Ricchiuti
Arcivescovo