Messaggio di S. E. Mons. Giovanni Ricchiuti ai Giovani Giornata della Gioventù
Pietrapertosa 15 marzo 2008



Carissimi giovani,

i nostri giovedì di Quaresima, attraverso l’ascolto della Parola di Dio e delle vostre parole, hanno reso possibile l’incontro del Signore con la vostra vita, definendo così un dialogo che deve poter continuare ogni giorno.
È bello incontrare Dio, è bello scoprirsi amati da Lui, è bello rendere la vostra esistenza capace di questo Amore, sorgente inesauribile di gioia. E’ bello, con la forza dello Spirito Santo, essere giovani cristiani oggi!
A questo proposito, voglio sottolineare l’attualità del cristianesimo, perché, al di là di ogni pregiudizio e di ogni forma di riduzione del suo messaggio evangelico a semplice ritualismo, esso coinvolge la vita di ogni persona umana e la investe nella sua totalità proprio nel vivo della storia.

Essere cristiani, cari giovani, è bello perché l’amore di Dio verso ogni creatura si radica nel cuore dell’uomo, muovendolo con grande passione verso l’altro: le relazioni diventano, allora, espressione e concretizzazione del comandamento nuovo datoci da Gesù Cristo: “Amatevi come io vi ho amati”; l’attualità della nostra vita ne definisce lo spazio vitale; la preghiera ricrea l’incontro con Lui, elevandoci alla vette più alte della Bellezza, e rigenera la forza della nostra fede; la nostra vita recupera il senso più profondo della nostra scelta di Colui che ci ha creati e amati da sempre attirandoci sempre verso di Lui.

Non dimenticate che la Croce, quella che avete voluto firmare con i vostri nomi, durante il pellegrinaggio che si è compiuto attraverso le nostre parrocchie, è l’icona più eloquente del Vangelo di Gesù Cristo: piantata nella terreno della storia umana per elevare al cielo della Speranza ogni apparente sconfitta umana.

Coraggio, quindi, se la vista del mondo di oggi non “trasmette” scenari di bellezza. Alzate sempre il vostro sguardo, non contemplate i vostri piedi stanchi e sporchi di fango per aver camminato tra le delusioni e le arrese di speranza: il Cristianesimo è gioia, fiducia, vita, entusiasmo che eleva verso nuovi slanci di ottimismo; è la forza della Risurrezione che ha lasciato in vista una croce senza crocifisso, perché Lui è vivo, è presente nell’Eucarestia, compagno di viaggio sempre disponibile per dar forza alla nostra vita, alla nostra storia.

Non “arrangiate” la vita con le risoluzioni che eliminano Dio dall’esistenza e dalla storia dell’uomo, rischiate fino in fondo di vivere con Lui e per Lui, solo così darete alle lapidi funerarie il carattere transitorio, che lascia spazio al sepolcro vuoto del giorno della Risurrezione.

Eccoci, dunque, alla definizione di alcune urgenze che consegno al vostro impegno di giovani cristiani: nelle scuole e nelle università date spazio ad associazioni e movimenti che promuovono una cultura cristiana della vita; nel lavoro, come il Progetto Policoro sta sostenendo, promuovete la legalità, la solidarietà, la cooperazione, il superamento di situazioni “anomali”,quale può essere il lavoro nero, l’attaccamento alla nostra terra, l’investimento delle risorse umane e il sostegno ai più deboli. Rifiutate ogni logica politica che costringe all’emigrazione e alla raccomandazione: lavorare è un diritto, difendiamolo dal clientelismo, liberiamolo dalle prigioni del favoritismo.

Nell’impegno sociale, luogo dove il carattere della gratuità si esprime soprattutto come attenzione verso i più deboli, non siate avari di generosità: i poveri spogliano la nostra superbia di autosufficienza e ci arricchiscono di umanità, la cui carenza è sempre più definita dall’opulenza dell’insignificante.

Non abbiate paura di servire il prossimo, c’è più gioia nel dare che nel ricevere, dice Gesù, ed è vero ed io lo sperimento ogni volta che rubate il mio tempo per voi, riempendolo della vostra presenza.

A conclusione di questa mia lettera, vi dono una poesia di un giovane poeta moderno, che mi ha fatto molto riflettere: musicate i suoi versi con il vostro impegno di giovani cristiani.

Grazie, carissimi amici miei, per il dono della vostra giovinezza. Con voi voglio camminare verso nuovi orizzonti che Dio vorrà offrirci, per fare della nostra terra un luogo di speranza.

Auguri

+ don Giovanni

+ Giovanni Ricchiuti
Arcivescovo



© 2005 - Curia arcivescovile - Acerenza - tel. 0971 749221 - webmaster francesco garzillo