Nato a Tursi (MT) l’8 marzo 1930; ordinato sacerdote il 19 luglio 1953; eletto
Arcivescovo di Acerenza da Papa Giovanni Paolo II il 12 febbraio 1979; ordinato Vescovo
nella Cattedrale di Tursi dal Cardinale Sebastiano Baggio il 1 aprile 1979; fa l’ingresso
ad Acerenza il 7 aprile 1979 e subito si distingue per la bontà e la generosità.
La sua esperienza pastorale matura nella sua diocesi, prima come parroco a Teana e a San
Giorgio Lucano, poi come Vicario Generale. “Mite ed umile di cuore” in senso evangelico,
ma forte ed intransigente nei principi a cui non rinuncia anche se provato da intime
sofferenze. Di animo aperto e cordiale, valorizza ogni persona affidata alle sue cure
pastorali, di ognuno ne intuisce i problemi, ne condivide le ansie e le attese.
Amato da tutti, brillante e dinamico, sempre presente nella comunità diocesana,
alieno da vuoti formalismi esercita il suo carisma in spirito di servizio. Molto attento
al problema degli emigrati che Egli raggiunge in Italia, in Europa e nelle Americhe.
Di qui sorge l’attenzione al rinnovamento conciliare delle strutture pastorali per
un’autentica evangelizzazione di promozione umana. Nel dopo-terremoto del 23 novembre 1980
si impegna a sollecitare dalla Caritas americana interventi concreti; così sorge
il “Villaggio Tabor” nella proprietà del canonico Michele Gala, destinato ad
accogliere iniziative a carattere interdiocesano. Durante la sua permanenza nella sede di
Acerenza molti sono stati gli scritti con cui ha raggiunto tutte le categorie di persone:
i Sacerdoti, il laicato impegnato, gli anziani, le mamme, le religiose, i sofferenti.
Il 6 giugno 1987 viene trasferito alla diocesi di Caserta. In tale circostanza dona al
Santo Patrono San Canio una fibula in oro per il piviale recante il suo stemma episcopale
con il motto programmatico: “in veritate et charitate”.