Ai Presbiteri tutti
Alle/Ai Religiose/i
Alle Comunità Parrocchiali
Alle Associazioni e ai Movimenti



Carissimi,

la recente crisi del governo Prodi, che ne ha determinato poi la caduta e le dimissioni, convoca nuovamente noi italiani ad esercitare il nostro diritto-dovere di voto per scegliere coloro che saranno chiamati a guidare il nostro paese attraverso il “servizio” della politica.

Come tutti ben sapete la data delle elezioni politiche ed amministrative è stata fissata per i prossimi 13 e 14 aprile p.v. e quindi mancano ormai pochi giorni a quel momento in cui ci recheremo ai seggi elettorali e nel chiuso di una cabina con una scheda davanti a nostri occhi ed una matita tra le mani ci sentiremo cittadini liberi e responsabili in riferimento al futuro della nostra nazione.

Avverto perciò, come vostro vescovo, la necessità di offrirvi una riflessione e rivolgervi un appello.

1. Il momento politico che stiamo attraversando è forse tra i più difficili e tra i più incerti perché segnato in maniera profonda da un deficit di fiducia. Si ha l’impressione che nessuno creda più al futuro, che le regole valgano soltanto per pochi e che le istituzioni pubbliche non abbiano come prima finalità il BENE COMUNE.

Sembra che questa nostra Italia si sia incamminata su ‘un viale del tramonto’ con il conseguente senso di paralisi sociale, di blocco e di inerzia, quanto a progetti di futuro, e di diffidenza nelle relazioni sociali e anche in quelle private.
Questa visione alquanto pessimistica, ma credo molto reale, non risparmia noi cattolici italiani consapevoli, nonostante il profondo cambiamento rispetto al passato, di una diversa ma necessaria presenza nella società a partire dalla nostra fede in Cristo, dal rispetto che portiamo a coloro che ‘servono’ il paese e dalla speranza che allarga gli orizzonti e immette fiducia.

La situazione sociale ed economica non fa che rendere ancora più problematico il presente:
a fronte di una mentalità e di una cultura, purtroppo molto diffuse, che difendono i privilegi acquisiti delle varie ‘caste’, politiche e non, ed elabora progetti di privatizzazione a scapito dei beni comuni, si lasciano sempre più sole le persone più deboli e meno attrezzate con il rischio altissimo di povertà e di degrado.

Anche le istanze etiche, la vita e la morte, la famiglia, i giovani, i diversamente abili, la scuola e l’educazione mostrano segni a volte preoccupanti di disinteresse da parte della politica o di scelte non sempre rispettose dei valori cristiani che alla storia e alla cultura italiane non sono certamente estranei.

2. Che fare duque? Che decisioni prendere? A quale progetto politico dare il consenso? Chi eleggere?
Domande le cui risposte lascio alla coscienza illuminata di ciascuno di voi, ma permettetemi di dirvi che non dobbiamo lasciarci vincere dalla tentazione del disimpegno politico e quindi di non recarci al voto.
Al contrario, esercitiamolo questo diritto-dovere entrando in campo con la nostra personale decisione avendo avuto cura di ascoltare, di valutare e di votare a favore di progetti e persone che in qualche modo incarnano e interpretano il bisogno di questo nostro paese di riprendere il cammino e di avere il coraggio di guardare in avanti con percorsi e progetti attenti ai valori e aventi di mira il bene di tutti.

Il discorso ovviamente vale in modo tutto particolare per la nostra regione che in questi ultimi tempi è balzata all’attenzione non sempre benevola dei grandi organi di stampa italiani e che, comunque, presenta non pochi problemi sociali (spopolamento e disoccupazione), ambientali (questione petrolio), di disagio giovanile e non (droga e alcool) e di carenza di una buona rete viaria.

Situazioni che chiedono la presenza e non la fuga e che dovranno trovare urgente ascolto nelle sedi politiche.

Vi invito infine ad elevare al Signore una preghiera, personale e comunitaria, perché come cattolici italiani possiamo dare un valido contributo politico testimoniando con la nostra vita quei valori umani e cristiani che sono a fondamento di una serena, giusta e pacifica convivenza.

Vi porgo il mio cordiale saluto e la mia benedizione.

Acerenza, 5 aprile 2008

Vostro
+ don Giovanni

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