Da qualsiasi parte della Basilicata settendrionale si guardi verso l'orizzonte su cui si
profilano le prime creste delle montagne, si avrà sempre davanti, all'inizio di queste creste,
una cima dominata da una città, a sua volta dominata da un edificio: è Acerenza,
con la sua Cattedrale.
    Acerenza è una delle più antiche e ragguardevoli città dell'intera
Basilicata. Situata ad 833 m. slm, si stende sui cigli e nei fianchi di una rupe di tufo
calcareo con forma originale e caratteristica di un cerchio. Vista dalla valle la città
dà l'impressione di una fortezza inespugnabile. Anticamente la sua posizione era
considerata importante dal punto di vista strategico in quanto dominava le grandi arterie che
collegavano il Sud a Roma: la via Appia, l'Appia-Traiana e la via Erculea, che da Acerenza
portava ad Eraclea sulla costa ionica.
    La Diocesi di Acerenza è una delle più antiche dell'Italia meridionale
e certamente la prima fondata in Basilicata, forse dallo stesso S. Pietro che, recandosi da
Brindisi a Roma percorrendo la via Appia, molto probabilmente soggiornò in Acerenza,
predicandovi il Vangelo e lasciando alla sua presenza un "anziano" a guidare la nascente
comunità cristiana: fu il primo Vescovo della città e della Diocesi. Ce n'è
stato tramandato i nome: UGHISIO. Tuttavia il primo di cui si conosce con certezza il nome
è il Vescovo Marcello, che fu Pastore intorno all'anno del Signore 300.
    La Cattedrale è di stile romanico-normanno ed è di una semplicità
grandiosa e severa, con pianta a croce latina. Essa è lunga m. 69 e larga m. 23 con una
crociera di m. 39 con 10 massicci pilastri, cinque per lato, 3 navate con transetto, triburio
ottagonale, 2 absidiole, coro con deambulatorio e cappelle radiali intorno all'abside centrale.
    La Cattedrale così come noi la vediamo oggi è sorta sull'area della
primitiva Chiesa Paleocristiana, a sua volta eretta sul luogo dove sorgeva un tempio pagano
dedicato ad Ercole Acheruntino. Qua e là sia all'interno che all'esterno, sono incastonati
nella nuova fabbrica resti sia dell'antico tempio pagano che della primitiva Cattedrale. Tracce
delle due costruzioni più antiche sono state rinvenute sotto il pavimento della Cattedrale,
rifatto completamente nel 1975-77.
    Accanto alla costruzione, sulla destra, in parte sotto l'attuale Casa Canonica, in
parte sotto il pavimento del cortile, furono rinvenute tracce di una costruzione a pianta
circolare, probabilmente il Battistero, come testimonierebbe anche la toponomastica essendo la
via che rasenta la Casa Canonica e la Cattedrale, intitolata a San Giovanni.
    Partendo dalla facciata, immediatamente lo sguardo si posa sull'elegante portale
formato da due colonnine sorrette da scimmie unite a figure umane in atteggiamento osceno.
Al di sopra dei capitelli due sfingi sorreggono sulle spalle un arco giunto a noi mutilo,
ma che doveva essere formato da una teoria di angeli, come appare da due frammenti a sinistra
dell'arco e da altri conservati nel piccolo museo dell'opera.
Tuttavia un primo significato, ad una lettura superficiale, potrebbeessere questo: le scimmie simboleggiano il male, il peccato che bisogna, entranto nel Tempio,
lasciare fuori, per ravvivare la vita spirituale, ed elevare l'animo a cose di paradiso, di cui
sono simbolo la vegetazione lussureggiante, i cerbiatti, i pavoni e i cavalli rampanti degli
stipiti e gli angeli al di sopra delle colonnine e nell'archetto mutilo.